Il Vino di Jorn

Il Vino di Jorn

Jorn è tra i più influenti e importanti artisti del Novecento. Jorn amava il cibo della tradizione ligure e i vini rossi piemontesi e liguri. Nei primi anni Duemila, durante i restauri della Casa Museo Jorn, sono state ritrovate parecchie bottiglie di vino vuote che Berto utilizzava per imbottigliare il vino della “Cantina Jorn”; un gioco che Jorn si era inventato, stampando una vera e propria etichetta in quattro colori: gialla, blu, bianca e verde.

Il vino rosso di Jorn proviene dalla vendemmia 2016 dei vigneti della Tenuta Maffone di Acquetico, in provincia di Pieve di Teco e non lontano dalla Valle d’Arroscia. Nell’autunno del 2017 il vino è stato portato ad Albissola, nella cantina della Casa Museo Jorn, dove ha iniziato un lento e controllato affinamento in una botte di ceramica realizzata da Clayver, un’azienda di Vado Ligure (Savona). Per 18 mesi, il vino è così rimasto in affinamento nella cantina di Casa Jorn.

Proprio in Valle d’Arroscia, a Cosio di Arroscia (Imperia), nel Luglio 1957 Asger Jorn fu tra gli organizzatori di un evento molto importante: la fondazione dell’Internazionale Situazionista, uno dei movimenti artistici e intellettuali più radicali del Novecento. In quell’occasione, Jorn e il gruppo di artisti europei facevano largo uso di un vino rosso locale, il cosiddetto “Cosiate”, ottenuto probabilmente da uve Ormeasco.

Il vitigno dell’Ormeasco ha una storia nobile e documentata. Furono i Marchesi di Clavesana a voler impiantare il vitigno di Dolcetto in Valle Arroscia nel 1299. Nel corso dei secoli, per merito del clima, del salino che arriva col vento di mare, del terreno, della passione dei viticoltori, quei filari sono diventati un vino diverso dal Dolcetto, l’Ormeasco di Pornassio DOC.

Il vino di Jorn è un progetto esclusivo e limitato: solo 300 bottiglie numerate.

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